Porca miseria, che tristezza.
Ieri ho portato mia madre a mangiare un gelato.
Coppetta media: 1 euro e 80.
Possiamo prendere solo la coppetta perché mia madre non ha denti e deve essere imboccata perché invalida. Qualche cucchiaino me lo sono mangiato anch'io per un calo di zucchero dopo un duro allenamento.
Questo al termine e' quello che è rimasto.
Carta, colore, cartoncino, plastica.
Anche il nostro gesto piu' semplice e ingenuo ha un impatto sul nostro ambiente.
Come e' possibile evitare tutto ciò?
La mia personale ricerca per eliminare al massimo lo spreco di risorse nella vita quotidiana, privata e lavorativa mi ha portato, al momento a queste osservazioni:
1- Minimizzare l'impatto e' una questione di ostinata volontà, è facile cadere però in errore per una disattenzione.
2- richiede di essere soli, senza vincoli familiari o sentimentali oppure è necessario che chi condivide la vostra esistenza persegua strettamente lo stesso obiettivo. Convincere una terza persona a gettare l'acqua della risciacquatura della verdura in un bidone che poi verrà usato per annaffiare l'orto, non è semplice.
3-Richiede la rinuncia a quasi tutti i piccoli lussi che ci vengono offerti dalla nostra società: ho preso, innocentemente, un gelato e così fatto rifiuti che per essere prodotti e smaltiti consumano più denaro del loro contenuto (appunto il gelato).
4-E pressoché impossibile, vivendo nella nostra casa e nella nostra società, ridurre a zero o poco più l'impatto: le minime esigenze e i minimi doveri imposti dal patto sociale impongono di adeguarsi al sistema basato sullo spreco di risorse.
5- Poiché l'eremitaggio non è cosa da tutti, la battaglia è perduta in partenza.
6-Il cambiamento dall'uso consumistico delle risorse a quello conviviale ipotizzato da Ivan Illich (cfr. "Per una storia dei bisogni"), richiede un cambio di mentalità così radicale che probabilmente non basterebbero 1 o 2 generazioni. Il mutamento poi non può avvenire tramite la scuola e l'istruzione obbligatoria che in quanto tali sono finanziate e perpetuate dagli stessi poteri che perderebbero vantaggi dal perseguimento di questo fine.
7-Non è compatibile con l'attività sportiva così come attualmente concepita. Un grande evento come una maratona o una granfondo producono spazzatura oltre l'immaginabile (pensare alle bottigliette di plastica).
8-Le norme igieniche attualmente in vigore in Italia, con la scusa della salvaguardia della salute, costringono ad un dispendio di risorse notevole. L'Haccp prevede l'uso presso chè totale dell'"usa e getta" per quello che riguarda la ristorazione. Idem dicasi delle strutture sanitarie.
9- Le donne non tornerebbero mai, qui in Italia almeno, a lavarsi le pezze per il ciclo mensile, tantomeno per gli infanti e per gli anziani! Una civiltà che morirà affogata dai suoi pannolini...